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Alcuni ricercatori deli Università degli studi di Ferrara, si occupano da tempo della Sacca di Goro.
In particolar modo, nei giorni scorsi, la dottoressa Valeria Luciani ha presentato una relazione sui Foraminiferi Bentonici, bioindicatori della qualità ambientale negli ecosistemi di transizione.
Il suo campo di studio è rappresentato dai foraminiferi bentonici, che costituiscono uno dei gruppi più abbondanti e di più grandi dimensioni (50m - 400 m) fra i Protozoi.
Questi organismi fecero la loro prima comparsa nel Cambriano e nel corso del Fanerozoico invasero tutti gli ambienti, da quelli marginali a quelli oceanici, diversificandosi in popolazioni con differenti comportamenti ecologici.
Lo studio qualitativo e quantitativo delle associazioni fossili a Foraminiferi bentonici fornisce delle importanti indicazioni circa I'habitat e le modalità di vita di questi protozoi; molto spesso la ricostruzione dei paleoambienti permette di valutare le variazioni climatiche ed ambientali che si sono verificate nel corso del tempo e di ottenere un modello applicabile ai sistemi attuali.
Recenti osservazioni invece hanno enfatizzato lo studio delle associazioni viventi a Foraminiferi bentonici inteso come un valido strumento per interpretare la paleoceanografia e le condizioni di vita del passato.
I Foraminiferi giocano un ruoto attivo nella dinamica e nella struttura degli ecosistemi bentonici.
Le loro abbondanze sono strettamente legate ai livelli di materia organica e alla concentrazione di ossigeno.
Lo studio dei Foraminiferi monotalamici attuali è fondamentale perchè, nonostante la loro abbondanza e importanza ecologica, sono poco conosciuti.
I Foraminiferi monotalamici, considerati generalmente semplici, vennero scoperti per la prima volta negli ambienti marini verso la metà del XIX secolo e da allora essi furono trovati in molte parti del mondo.
Attualmente, sono state descritte poche specie e la maggior parte di queste purtroppo non può essere istituita.