Valle Pega è il settore delle valli a sud di Comacchio, subito al di la del canale di Porto Garibaldi: si tratta di terre di recente bonifica, attraversate da lunghi rettilinei appena rialzati rispetto ai campi circostanti.
Le operazioni di bonifica del XX secolo hanno portato alla luce sue importanti siti archeologici (l’area, purtroppo, è chiusa al pubblico. Per informazioni occorre rivolgersi al Museo archeologico di Ferrara).
II primo e rappresentato dalla Chiesa paleocristiana di S. Maria in Padovetere, lungo via Fiume.
La datazione dell’edificio può essere riconducibile al VIIX secolo.
Pochi chilometri a nord della chiesa, nei pressi dell’idrovora Valle Lepri, e la zona archeologica di Spina, importate città etrusca fiorita tra il VI e il III secolo a. C..
La maggior parte dei resti portati alla luce durante gli scavi non sono tuttavia visibili in quanto giacciono a due metri di profondità; i ricchissimi ritrovamenti rinvenuti sono esposti al Museo archeologico nazionale di Ferrara.
L’insediamento urbano (città dei vivi), scoperto nel 1956, copriva un’area di 600 per 200 metri, compresa tra l’argine destro del Po e la Laguna.
Un canale centrale, venti metri di larghezza, metteva in comunicazione il centro con il fiume.
Le abitazioni, presenti anche su dossi minori circostanti, erano impiantate su terreno rinforzato con file di pali infitti verticalmente; l’elevato era in legno e canna, materiali facilmente reperibili nell’ambiente, ricoperti da un rivestimento protettivo di argilla. Attorno alla città sono state rinvenute molte necropoli (la prima fu trovata nel 1922), dalle quali si recuperarono 1213 tombe durante l’opera di bonificazione della Valle Trebba.
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