In bicicletta da Ferrara a Gorino
Partire da Ferarra e seguire il Po in bicicletta:
ecco una pista ciclabile che, pur non includendo
salite o passaggi difficoltosi, non mancherà di soddisfare il ciclista
alla ricerca di un vero contatto con la natura.
Immaginate una pedalata senza dislivelli, in cui le uniche salite possono essere quelle di piccoli cavalcavia, argini o dune fossili.
Il percorso è adatto per chi pensa che contemporaneamente alle gambe,
si possano appagare anche la mente, gli occhi e, perché no, la curisità
e la cultura.
Da poco è stata inaugurata la pista ciclabile Destra Po, lunga circa 125 chilometri, e vale veramente la pena percorrerla.
La ciclabile inizia a Stellata, nei pressi di Ferrara, ove un'esondazione di immani proporzioni sconvolse l'assetto del corso originario dando luogo all'odierno apparato deltizio.
Seguiremo, dall'abitato di Serravalle in poi, il ramo del Po di Goro,
che sfocia in mare Adriatico, nei pressi di Gorino, poco a nord delle
valli di Comacchio.
Un pò l'altezza degli argini e un pò la quota depressa delle pianure
circostanti, danno la sensazione al ciclista di pedalare sospeso fra
due ambienti: estesissi-me coltivazioni all'esterno ed un mondo
fluviale fatto di porticcioli, attracchi, faune e flore fra le più
diversificate, dall'altro.
Questa parte del fiume è, in effetti, un vero e proprio sistema idrografico:
ampie valli ricoperte d'acqua si alternano a lanche di acqua ferma,
isolette e fitti boschi, nella prima parte, fino a Serravalle, abbiamo
a che fare con un fiume nella sua interezza.
Solo dopo questo punto la biforcazione, dando luogo al braccio di Goro,
che permette di pedalare in un ambiente più raccolto, in cui le sponde del fiume sono talmente vicine da non essere intimorite neppure nella foschia autunnale.
Dalla rocca possente di Stellata, fotilizio edificato nella sua forma attuale alla fine del seicento, dirigiamo la bici verso Bondeno per poi svoltare nuovamente e ricongiungersi al fiume.
Nei pressi della foce del Panaro, troviamo un'oasi di protezione faunistica.
La sensazione è che non ci possano raggiungere i rumori e le ansie della produttiva Padania.
Giunti a Pontelagoscuro, al chilometro 36, proseguiamo per il successivo tratto di 15 chilometri fino a Ro Ferrarese, dove il fiume diventa decisamente pensile, svettando sulla campagna circostante.
Da Ro a Serravalle si prosegue senza soste.
Sono poco meno di trenta chilometri che ci portano nei pressi della grande bonifica ferrarese.
A Serravalle si raggiunge la Porta del Delta, dove il fiume si biforca dando origine ad uno dei suoi sette bracci: il Po di Goro.
A questo punto nasce il vero e proprio apparato deltizio.
Superato il pittoresco quadro di Ariano ferrarese, prendiamo a destra per Massenzatica per visitare le meravilgiose dune fossili.
Scorgendo dunque già da una certa distanza la mole del Castello estense, si raggiunge l'abitato di Mesola.
A Mesola si nota che l'acqua increspa leggermente in direzione della
corrente: è la breccia di mare che si alza in tarda mattinata. Ormai
solo una ventina di chilometri ci separano dalla foce.
Il braccio del Po compie una curva verso nord per poi ripiegare
nuovamente a sud e scende con decoroso rettilineo fino a Gorino.
Il nostro viaggi finisce qui, a Gorino, avamposto deltizio di poche case.
Un ponte di barche, uno dei pochi rimasti, separa Gorino dal suo omonimo sulla opposta sponda veneta.
A ulteriore testimonianzadell' incessante azione deposizionale del Po,
non possiamo fare a meno di notare quanto la Lanterna di Goro, vecchio
faro oggi utilizzato come centro di avvistamento ornitologico, disti
oggi dal più attuale faro.
E' qui che finisce la destra Po,
incantevole e rilassante, ma non la pedalata, che rientra a Codigoro
per prendere il treno verso Ferrara.
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