Nel 2000 si è chiuso il progetto triennale CielOstellato curato da Alfonso Panzetta, con il quale si è creato, all’interno dell’Oasi Faunistica delle Vallette il Parco Comunale di Scultura Contemporanea, un sorprendente museo all’aria aperta dove opere monumentali di artisti italiani, provenienti da tutta Italia, si integrano con l’ambiente o vi risaltano come protagonisti.
II progetto si e sviluppato nell’arco di tre estati, con la partecipazione complessiva di 21 scultori,
che hanno lavorato all’aria aperta, lottando e danzando con la materia,
fino a dominarla, sotto lo sguardo e con la complicità dei visitatori
dell’Oasi.
Un filo conduttore lega le varie opere: il cielo e le stelle.
Il percorso artistico prende l’avvio nel viale di accesso all’oasi, dove è esposta ”Una notte Keplero e la madre”
di Firenze Poggi (Firenze, 1925), un’opera che si lega al tema del
cielo come luogo nel quale proiettare i propri sogni, distogliendo i
pensieri dai problemi quotidiani.
Un piccolo Keplero, teneramente stretto tra le braccia della madre, rivolge lo sguardo verso l’alto.
Prospiciente il posteggio, il ”Capricorno”
di Franca Marchisio (Torino, 1960) e la prima opera che si incontra tra
quelle dedicate alle costellazioni che compongono lo zodiaco.
E’ una piccolo testa, che pare sbucare dal prato sul quale è poggiata dotata di un corno importante.
La serie delle costellazioni comprende (seguendo l’ordine con il quale i segni si avvicendano sulla ruota astrologica): “Ariete” di Elisa Corsini (La Spezia, 1937), un’opera che fonde mirabilmente classicità e modernità; ”Toro” di Andrea Nicita (Firenze, 1961), che esprime con tratti quasi stilizzati la virilità e la potenza del fiero animale; ”Gemelli” di Gianni Busso (Cuneo, 1949), dove il tema del doppio e del riflesso e sviluppato con la tecnica del bassissimo rilievo; ”Cancro”
di Nicola Zamboni (Bologna, - 1943), un grande crostaceo in bronzo
intrappolato in una rete metallica che emerge dalle acque dello stagno;
”Leone” di Sergio Cervietti (Lucca, 1957), in una
rappresentazione insolita ed enigmatica, costituita da undici
differenti blocchi, corrispondenti alle stelle della costellazione, che
creano un cratere nel fondo del quale emerge il muso dell’animale; ”Vergine (Sonno)”
di Mauro Mazzali (Rovigo, 1948), ritratta come una sinuosa figura
femminile dormiente, sorvegliata da un Minotauro in una notte senza
tempo; ”Bilancia” di Maurizio Bonora (Ferrara, 1940),
un’elegante ed enigmatica figura femminile, depositaria dei concetti di
giustizia, temperanza ed uguaglianza; ”Scorpione” di Sara Bolzani (Monza, 1976), è un’inquietante sagoma a tratti stilizzata, sospesa a sottili sostegni metallici; ”Sagittaria”
di Vannetta Cavallotti (Palermo, 1940), è una splendida figura che al
vigore dell’arco unisce l’eleganza di un torso umano tempestato di
colori; ”Acquario” di Raffaele Mondazzi (Forlì, 1953), un’opera che si ispira al mito per svelare la realtà con il linguaggio attuale; e infine ”Stele dei Pesci”
di Mario Gallina (Torino, 1949) chiude la serie dello Zodiaco, che
unisce la scultura alla scrittura, arricchendo ancor più l’opera di
significato.
La fontana nella piazza è custodita ed alimentata da “Delta Master” di Ilario Fioravanti (Cesena, 1922), una figura femminile legata al tema dell’acquaticità del territorio.
La raccolta delle opere è chiusa da “Il canto delle Sirene”
di Sergio Zanni (Ferrara, 1942), composta da sei elementi verticali che
si chiudono creando una sorta di magico strumento musicale circolare.
Attraverso le “asole” degli elementi, il vento amplifica la sua voce, trasformando la natura circostante in sonorità soavi.
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