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Entro marzo dovrebbe essere pronto un piano di fattibilità che prevede l'arrivo del gas metano dall'Africa e dal medio Oriente su navi cisterna con approdo in un porto dell'Alto Adriatico, di qui partirà un gasdotto di nuova costruzione destinato a servire Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Ungheria, Slovacchia ed altri Paesi dell'Est europeo.
L'Adriatico quindi come corridoio strategico per rifornire di gas vari Paesi e in alternativa con le linee che provengono dal Baltico e dalla direttrice Russia-Germania.
Il caposaldo di questo progetto sarà l'off-shore che sorgerà al largo delle coste polesane e che farà da punto terminale al gas proveniente dal Medio Oriente, in particolare dal Qatar: un mega-serbatoio per rifornire l'Italia attraverso il gasdotto che si inizierà a fare nei prossimi mesi e che entrerà in territorio ferrarese tra Berrà e Cotogna scavalcando il Po e poi attraverserà i territori comunali di Copparo, Masi Torello, Voghiera e Ferrara ed uscirà tra Codifiume e San Nicolo dopo aver oltrepassato il Reno.
L'impianto dovrebbe essere operativo entro il 2007 ed avrà una capacità di 6 milioni di tonnellate di gas l'anno.
Il "tubo" dovrebbe essere pronto prima del nuovo gasdotto nordeuropeo che sta realizzando la società russa Gazprom che convoglierà 55 miliardi di metri cubi l'anno che sarà pronto nel 2010.
Il gas, per poter venire immesso nella rete e arrivare quindi nelle case o alle industrie, va portato allo stato gassoso attraverso dei vaporizzatori che utilizzano l'acqua del mare come fluido per riscaldare il gas.
Le navi impiegate sono molto grandi: la portata varia tra i 40 mila e i 140 mila metri cubi con un dislocamento a pieno carico compreso tra le 40 mila e le 95 mila tonnellate. I tempi tecnici di sosta di ogni nave si aggirano sulle 24 ore (le sole operazioni di scarico del gas liquido comportano una quindicina di ore).
Nei rigassificatori la temperatura del metano viene poi portata dai meno 161 gradi con cui arriva via nave a meno 40 gradi tornando quindi dallo stato liquido a quello gassoso; a questo punto il gas viene pompato per essere immesso nella rete nazionale tramite i metanodotti.
Attualmente in Italia esiste un solo rigassificatore in Liguria. Un altro è quello che sorgerà a Porto Levante in Polesine, ne è previsto un terzo che dovrebbe sorgere nei pressi di Trieste.
| data | 08/02/2006 |