La storia dei Lidi di Comacchio come località turistiche inizia nella seconda metà degli anni '50 e si sviluppa nell'arco di pochissimo tempo.
A una prima fase, che potremmo definire di lancio o Pionieristica, ne segue sino ai primi anni 70 una seconda, di crescita, definita da ottime performance: i valori assoluti delle presenze, infatti, sono quadruplicati rispetto agli anni precedenti.
Ed è proprio in questo periodo di trasformazione che la struttura della offerta si modernizza e si adegua alle esigenze del sempre maggior numero di turisti.
Ed in questo periodo, inoltre, che nasce, anche in modo poco equilibrato, la maggior parte delle opere edili.
L'offerta ricettiva si caratterizza per il prevalere di case e villette rispetto alla quantità degli alberghi, ma non solo.
Alle attrezzature turistiche all'aria aperta, infatti, viene dato ampio spazio e così sorgono campeggi, villaggi turistici e angoli dove poter vivere a contatto con la natura.
La terza fase, iniziata nel 1974, è quella della maturità, intesa come rapporto equilibrato fra risorse e flussi turistici rivolti alle spiagge.
Nell'arco di questo ventennio il volto dei Lidi di Comacchio cambia lentamente ma inesorabilmente.
Come i numeri dei turisti che la attraversano e la vivono, cifre a sei numeri che, dagli oltre tre milioni di unità all'inizio degli anni settanta, passano ai ben oltre cinque milioni solo un decennio dopo, agli inizi degli anni ottanta.
Ed è proprio allora che cominciano le variazioni negative che, considerate inizialmente fisiologiche per un centro turistico non più giovane, assumono poi motivazioni sostanziali rispetto ai problemi legati alla vivibilità del territorio.
Se il 1982 rappresenta l'anno di maggiore exploit del flusso turistico, altrettanto non si può dire del periodo immediatamente successivo: per i lidi cornacchiesi è l'esordio della crisi.
Sono terminate le passeggiate sul viale principale in abito da sera, caratteristiche degli anni '60 e 70, le boutique e le gioiellerie hanno lasciato il passo a negozi di abbigliamento e bigiotterie.
Ma non basta: assieme alla perdita di qualità assistiamo all'inesorabile diminuzione dei flussi turistici stranieri. Dai Paesi Bassi e Scandinavi, per passare a Francia e Germania vengono a mancare considerevoli quote di mercato a causa di contenute attività promozionali, prima, e al nefasto 1989, l'anno delle microalghe, poi gli anni che seguono sono tutti incentrati per riqualificare il territorio e recuperare le fette di mercato andate perdute.
Una ascesa lenta e costante contrassegnata da una attenta politica turistica che riporta gradualmente i flussi turistici a cifre significative, come i quasi sei milioni di presenze della stagione del 2000.
Allargando lo sguardo, l'apparato dell'industria turistica dell'intera riviera emiliano romagnola è definito da grandi numeri: 42 milioni di presenze con un fatturato lordo di circa 6.000 miliardi di lire, 6.200 alberghi e oltre 64.000 strutture ricettive extra alberghiere che, partendo dai 130 chilometri di spiaggia attrezzata, si estende a tutto l'hinterland regionale con le sue città d'arte, le terme e i paesaggi montani.
E in questa colorata composizione dell'offerta turistica orbita Ferrara: la sua cultura, la sua arte, i suoi eventi.
Una fitta rete di manifestazioni, opportunamente coordinate e dirette, ha trasformato la città di casa d'Este in una tra le prime a livello regionale contraddistinte da una forte vocazione turistica, anche se un'attenta analisi dei flussi evidenzia una sproporzione tra il turismo escursionistico, quello mordi e fuggi per intenderci, e quello stanziale.
Ma torniamo alla nostra amata costa e ai Lidi.
Rispetto alle altre località l'offerta ferrarese registra una spiccata differenziazione che privilegia la vacanza della famiglia in case e appartamenti rispetto agli alberghi e ai campeggi.
Ma da dove arriva l'italiano tipo che raggiunge le spiagge di Comacchio?
Inizialmente possiamo dire che le aree privilegiate di provenienza sono due: quella del Nord Italia, con Lombardia, Veneto e Piemonte in testa, e quella emiliano romagnola.
Possiamo anche dire che i turisti che scelgono di venire ai Lidi hanno una elevata fidelizzazione nei confronti di queste spiagge e prediligono periodi di permanenza misti.
E possiamo anche dire, per chiudere, che hanno tanta voglia di divertirsi, riposare, ammirare e perché no, bighellonare.
Lidi formato famiglia non solo.
Anche per i giovani non manca nulla, cosi come chi ama stare immerso nella natura e la tranquillità.
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