Masi Torello
La storia di Masi inizia nell'ambito del secondo millennio.
Le prime notizie riguardano la frazione di Masi San Giacomo e risalgono al 1178
mentre i Masi vengono citati in atti ufficiali sin dai primi decenni
del Duecento, poi negli statuti di Ferrara del 1287 dove si parla di
Masi San Giacomo a proposito di lavori idraulici nel Polesine di
Codrea.
A partire dal Trecento diventa più corposa la documentazione sui fondi
agricoli situati in questo territorio che allora apparteneva a due
pievi diverse: San Leonardo di Masi Torello era infatti legato a San
Martino di Contrapò mentre San Giacomo era una delle sei parrocchie di
Santa Maria di Voghiera.
Una serie di atti conservati nell'Archivio Notarile Antico di Ferrara
prova che in questo secolo si verifica un intensificarsi dei rapporti
con Ferrara.
L'atto più antico è un rogito del 1341 con il quale Filippo Rubei
riceve l'investitura di una terra arativa ed a un vigneto nella Villa
di Masi Torello.
Tra le "Decime di Ferrara del 1300", quaderno conservato nell'Archivio
Vaticano al numero 540 è segnata la chiesa di San Leonardo di Masi
Torello e al numero 546 quella di San Giacomo nell'omonima località.
A metà del secolo molti fondi e casali
masesi risultano di proprietà dei monasteri ferraresi e venivano
concessi in uso oppure affittati a famiglie e contadini locali.
Nel 1372 i fratelli Pasqualino e Giovanni De Ziliolis di Masi Torello
ottennero la concessione di un fondo per la cui conduzione dovevano
pagare un canone per le abitazioni, i cortili, i prati ed anche per il
legno che veniva ricavato dalle piante di salice e ad ogni San Michele
gli affittuari si impegnavano a versare al canonico Andrea Di Virgilio
14 lire bolognesi più 8 capponi ed un maiale grasso a Natale.
Questi canoni, piuttosto alti dovevano essere in relazione alla buona
produttività dei terreni agricoli masesi geograficamente collocati tra
i rami principali dell'antico Po (Sandalo e Volano) subito dopo la
prima biforcazione deltizia di Trigaboli (Codrea).
La vocazione agricola masese è riscontrabile anche nel Quattrocento quando la quantità di seminativo supera quella di ogni altro luogo del ferrarese.
Queste ambite terre erano di
proprietà, oltre che di molti monasteri cittadini, anche di nobili e
importanti famiglie ferraresi come quella degli Ariosti che possedevano le ancora presenti "Testa del Vescovo" e "Trebbo".
Di quest'ultima è conservato presso la biblioteca Ariostea di Ferrara
il "conto dei contadini", del 1520, redatto personalmente da messer
Ludovico Ariosto.
Il territorio dei Masi continuò a a
gravitare amministrativamente intorno a Ferrara sino al 1798 quando con
la repubblica Cisalpina venne a far parte del vasto "comune della
Trava", che aveva sede municipale a Portomaggiore.
In tempi antichissimi i territori di Masi Torello e Masi San Giacomo
erano costituiti da paludi e acquitrini, posti al margine dell'antico
corso del Sandalo.
L'aggregazione portuense durò, salvo brevi parentesi autonomistiche, per un periodo di circa 160 anni.
Durante questo lungo arco di tempo Masi Torello visse fasi alterne che
lo portarono ad essere "residenza di Governatore" ed anche semplice
comunità appodiata.
Sebbene le prime notizie date su questo territorio si abbiano solamente
a partire dal XIII secolo, è anche vero che non si può negare che la zona abbia avuto i suoi più antichi abitanti vari secoli prima dell'avvento di Cristo.
Nel 1238 in alcune pergamene esistenti nel monastero di Sant'Andrea a
Ferrara si leggono nomi di Mansus Tourelli e Ville Mansorum Torelli.
Nel censimento del 1431 il territorio di Masi Torello contava 285
abitanti ed aveva una superficie seminativa inferiore solo a quella di
Copparo.
Il 6 giugno del 1434 il Beato Tossignano compì una visita pastorale il
cui verbale è conservato in copia nell'archivio parrocchiale. Fu tanta
la miseria che vide. Miseria anche in canonica dove vivevano il rettore
della chiesa, don Fosco e il cappellano don Lazzaro da Albarea.
La povera chiesa parrocchiale fu restaurata per volere del vescovo e nei secoli ebbe un rifacimento totale.
Di più antico registro dei battesimi delle parrocchie di Masi Torello risale al 1576.
I più antichi nomi registrati sono Guerra e Rascazzi.
Nel 1816, con il riordino pontificio, Masi Torello mantenne
l'estrazione municipale che aveva ottenuto nel 1805, con il Regno
d'Italia, in quanto considerato comune di terza categoria (1382
abitanti), nel 1817 divenne frazione di Portomaggiore e nel 1860 il masese divenne a tutti gli effetti territorio portuense.
Questa situazione durò praticamente un
secolo cioè fino a quando con il decreto del presidente della
Repubblica Gronchi il 1° agosto del 1959 Masi Torello veniva elevato a
capoluogo comunale.
Il "toro" è uno dei simboli dello stemma comunale in ricordo di una
leggenda che lo vede scendere dal cielo in questo territorio a seguito
di un violento temporale, ma più storicamente è legato all'emblema
delle più antiche famiglie dei Torelli.